Liberiamocene!!!

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Scrivo questo piccolo articolo in ritardo rispetto a decisioni e azioni ormai già compiute e, probabilmente, sarà anche l’ultima mia piccola battaglia personale nei confronti della televisione: riuscirò così a dimenticarmi di questo piacevole diabolico strumento. In origine tutto ciò avrebbe dovuto dar vita a un’ampia iniziativa chiamata Cimitero della TV, che ancora coltivo e spero di riuscire a fare se ne avrò il tempo. Il tempo è una risorsa che mi sono reso conto essere tanto rara quanto preziosa. Mi sono accorto di questo fatto da quando ho iniziato a giocare con il mio piccolo bimbo che ha già l’età in cui molti suoi coetanei hanno già intrapreso la carriera di teledipendenti. Abbiamo deciso di privarci della televisione tanto tempo fa, prima ancora che ci arrivassero con cadenza regolare gli avvisi di pagamento del canone RAI; temibili lettere simili a cartelle esattoriali minacciose e cause già avviate. L’unico televisore che ho comprato è stato quello utilizzato in ufficio per montare i video e che avevo sistemato vicino al monitor del PC per vedere come il video uscisse in PAL sullo schermo televisivo (se monti in digitale un video che poi deve andare in TV occorre sempre considerare una perdita abbondante di bordi, e per questo si usa affiancare un televisore alla postazione di montaggio). E allora mi chiedo come la RAI, o chi per lei, possa considerare e dare per scontato che io sia telemunito; in che maniera la RAI possiede i miei dati? A che diritto mi invia queste cartelle di riscossione senza sapere se io possegga o meno un apparecchio televisivo collegato alla rete? Può darsi che mi debba informare meglio, ma per ascoltare la radio occorre pagare il canone RAI? E per utilizzare il computer? Lo sapete voi?

{Mi sono informato un po’ e pare che anche chi non possiede una televisione, ma solo il computer debba pagare il canone RAI, in quanto apparecchio in grado di ricevere. La questione è comunque molto dibattuta e si trovano molti forum a riguardo. Allego di seguito qualche link utile.
http://punto-informatico.it/p.aspx?i=1573821
http://www.aduc.it/dyn/rai/index.php

Aggiungo un prezioso link che illustra la prassi per comunicare il non possesso di TV, nel caso si sia dotati di altri apparecchi televisivi, per i quali l’interpretazione della legge, che risale agli anni ’30, è interpretabile. Se siete nella mia stessa situazione vi consiglio di dedicargli qualche minuto.
http://www.aduc.it/dyn/sosonline/modulistica/modu_mostra.php?Scheda=209560
http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=209562}

[Altra perentesi. Il tema di queste righe non è dibattutissima questione RAIanche se evidentemente è un tema molto caro allagente: nella rubrica di Romano del Corriere della Sera trovo sempre una missiva dedicata all’ingiustizia del canone, della pubblicità e all’impietoso confronto prezzo/servizio offerto dalla televisione pubblica con quelle ad esempio svedesi (canone 35 euro e assenza di pubblicità). Anzi, mi indigno un po’ anch’io a proposito di canone, RAI, giornali. Ricordo una cena a in cui conobbi un giornalista (RAI) che, un po’ sbottonato per il buon vino, si vantava di come, a fronte di uno stipendio di migliaia di euro (non ricordo esattamente la cifra, ma potevano essere 5, 6 o 7.000 euro) lavorasse qualche ora alla settimana. Ma il gran finale consisteva nel fatto che, data questa situazione di “affaticamento lavorativo” l’unica cosa da fare era aspettare il termine massimo della pensione; ossia questa persona avrebbe potuto andare in pensione ma, data la comodità in cui si trovava (poco lavoro stanto stipendio) di andarci non ci pensava proprio. Questo tipo di persone, tipica figura di truffatore sociale italiano che si distingue e ci caratterizza anche all’estero, si vanta di essere furbo, di occupare un posto di lavoro con uno stipendio di cinque comuni lavoratori con il palese intento di spremere l’azienda (e gli italiani canone pagante) il più possibile. Che senso ha andare in pensione se in pensione ci sei già? Lavori 5 ore alla settimana per fare un servizio (quando ci sono giornalisti che con un decimo di stipendio fanno lo stesso tuo lavoro di un anno in una settimana). Noi italiani siamo furbi, ma purtroppo lo siamo solo a breve termine. La vera ingiustizia sta nel fatto che le conseguenze di questi comportamenti saranno raccolte dai giovani che come soluzione non avranno che quella di cercare di essere ancora più furbi, in un’esclation di furbizia che non so dove potrà portare. Chiusa la parentesi]

La RAI, come dicevo non c’entra con l’idea di TV in sè, perchè la RAI rappresenta ancor oggi la parte buona della TV. Oltre la RAI, anche se gratis, esiste il vuoto mediatico. Ma questo capitolo non lo voglio dedicare ai contenuti della televisione. Non riguarda Mediaset, la Rai, o tutto ciò che nella televisione possiamo travarci. Il mio invito è proprio quello di privarsi della televisione in se come strumento di ascolto e rimbambimento passivo. Siamo noi che dobbiamo decidere cose guardare e cose vedere, e il telecomando non ci offre una gamma di scelta sufficiente. Siamo noi che, non senza una certa fatica, dobbiamo cercare ciò che più ci interessa. E gli strumenti di certo oggi non mancano: internet è una delle fonti. Voglio sentire come la pensa un politico che non ha accesso alla TV? Lo posso fare. Le poche volte che incontro la TV dai miei genitori o dalla nonna (perchè quando c’è l’accendo e la guardo) mi pare di capire che gli invitati da Vespa, Floris, Santoro, o Mentana sono sempre più o meno gli stessi, come se la politca fosse gestita dai soliti dieci leader di partito. E gli altri?. In un pomeriggio su youtube mi sono impadronito di più politica che in un anno di luoghi comuni di Porta a Porta. Invece di scegliere tra bianco o nero ho la possibilità di scegliere la sfumatura del colore che preferisco. Ho la possibilità di accesso a verità che in Tv non compaiono, perchè non ce ne sono i tempi o la volontà. Ma perchè il giornalista (anche quello strapagato della RAI) non ha mai il tempo di fare certi servizi?

Insomma, io credo che la TV sia uno strumento decisamente superato, ma che siamo ancora troppo legati ad esso; questo perchè ci siamo cresciuti. Nessuno di voi credo, a parte i miei amici più stretti, può immaginare il numero di panini al tonno o di giaccioli (e parlo di confezioni da 10) io abbia consumato sdraiato sul divano di casa nei pomeriggi nei quali avrei dovuto studiare, o giocare. Capisco bene che per noi, per la mia generazione (’74) sia un distacco difficile, ma io ce l’ho fatta, e la cosa importante è che non farò passare lo stesso tempo che ho passato io di fronte alla TV a mio figlio. E’ questo l’impegno a cui non dobbiamo rinunciare.

Io non proibisco il monitor a mio figlio, … anzi, tutte le volte che vuole accendere il computer o guardare un cartone animato non dico mai di no. Abbiamo un proiettore collegato a un lettore DVD e quasi tutti i giorni accendiamo il muro. Ciò di cui cerco di privarlo è il cavo dell’antenna direttamente collegato al cervello, per veder ciò che i grandi uomini del marketing decidono che lui debba guardare. Voi lascereste mai vostro figlio in una stanza con un dirigente di un canale televisivo a guardare la televisione insieme? Non ci stare io stesso. Questo weekend eravamo sdraiati sul tappeto e lo guardavamo arrampicarsi alle mensole dove sono custoditi i DVD dei cartoni animati (Cenerentola, Biancaneve, La spada nella roccia, …) e, sulle punte dei piedi prendere un DVD e con questo in mano chiederci. “Questo è bello, accendiamo il muro?

La differenza è sostanziale, perchè il muro lo si accende e si decide cosa metterci sopra, invece la TV è sempre accesa, un sottofondo perenne che crea dipendenza. Ci sembra di non ascoltare, la lo facciamo sempre e, cosa importante, non possiamo attaccarci sopra niente di nostro.

Come ultima considerazione, quella che faccio sempre quando parlo di questo argomento, e posso sottoscriverlo, in assenza della televisione in casa il tempo libero subisce una moltiplicazione di un fattore x. Senza la televisione il tempo a disposizione appare come un campo di grano da raccogliere. E lo si può dedicare a ciò che ci piace di più: io gioco, leggo, suono, costruisco aerei, penso a cosa potrò fare il giorno dopo, … ho anche il tempo per scrivere questo dannato blog. Altro che Supercar, E-team, Ralfsupermegaeroe conditi da montagne di ghiaccioli e grassi panini al tonno e maionese.

Barattiamo la televisione con il nostro tempo, e, se possiamo, accendiamo un muro.

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